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Pranopratica

Il Ruolo dell'Operatore

Per discipline bio-naturali si intende un insieme di discipline finalizzate alla conservazione della vitalità della persona, facenti riferimento a metodiche di approccio naturali ed energetiche codificate nell’ambito di una visione olistica dell’essere umano.

Le discipline olistiche si rifanno ad una visione dell’uomo, della salute e della malattia che raramente trova punti di contatto con la medicina convenzionale. Iniziando ad utilizzare tali discipline le persone si trovano ad intraprendere un cammino di trasformazione che coinvolge non solo il corpo e quindi il piano fisico, ma anche la mente e lo spirito. Si viaggia su binari completamente diversi da quelli noti a chi utilizza la medicina convenzionale: i termini “diagnosi” e “terapia” in questo ambito hanno una accezione ben diversa da quella in ambito medico. La differenza sta proprio nei diversi paradigmi che sostengono la medicina scientifica ufficiale e le discipline bio-naturali.

Da lungo tempo i termini diagnosi e terapia sono stati banditi dal nostro linguaggio e non solo perché il pericolo di sconfinamento in competenze di altre professioni li rende inadatti, ma soprattutto perché l’approccio alla persona richiede nuovi modi di pensare.

Un pranopratico non formulerà una diagnosi di malattia, ma una sua “valutazione energetica”.

Il pranopratico si interessa della natura nel senso più completo del termine, migliora continuamente le sue conoscenze professionali ed inserisce la propria attività in una prospettiva di evoluzione personale.

Sport & La Pranopratica

Elena Pagliuca

Segretario Generale dell’Associazione A.MI.University:

Docente di pranopratica, digitopressione, riflessologia, pensiero positivo; consulente in discipline bio-naturali .

Ha scritto numerosi articoli su “il Pianeta della Salute”.

Libri pubblicati: ABC della Pranoterapia, Elementi

di Training Sofrologico, Manuale di Pranoterapia,

Elementi di Riflessologia 

Ipotesi psicosomatica

Secondo questa ipotesi, ogni malattia sarebbe psicosomatica in quanto le costituzione psicofisica del malato potrebbe avere un peso nell’insorgenza e nel decorso delle affezioni, ogni patologia influenzerebbe poi anche la psiche. Le affezioni psicosomatiche sarebbero perciò dovute ad uno squilibrio di quello che i pranoterapeuti chiamano sistema psico-neuro-endocrino-immunologico che, quando si protraesse nel tempo e superasse la soglia di tolleranza, diventerebbe la causa o la concausa del disturbo fisico. Su questa convinzione si basano molte ricerche volte a trovare il nesso causale fra stress e malattia. Secondo i pranoterapeuti la pranoterapia, e il trattamento aurico in particolare, comporterebbero non soltanto cambiamenti fisici ma anche psicologici, mentali ed emotivi, nel paziente. Il primo passo per raggiungere la buona salute consisterebbe nel non negare l’esistenza di un problema e nel non reprimere i sentimenti che questo suscita. La strada che conduce alla guarigione si articolerebbe poi in sette tappe, che ricalcano lo schema formulato da Elisabeth Kubler Ross sugli stadi della morte. La Kubler Ross ha individuato cinque fasi di avvicinamento alla morte in malati terminali: il rifiuto la rabbia il patteggiamento la depressione l’accettazione. Nel percorso verso la salute vi sono altre due tappe successive: la rinascita la ristrutturazione.

Ipotesi energetica

Quest’ipotesi si basa sull’assunto che ogni cosa nell’universo sia costituita da una particolare forma di energia e che quindi anche l’uomo sarebbe il prodotto di campi energetici. Nella tradizione indiana quest’energia prende il nome di prana da cui il nome di pranoterapia, ed è considerata l’elemento base delle diverse forme di vita. Secondo questa ipotesi, esisterebbero dei micro campi magnetici causati dal flusso di entità chiamate biofotoni, servendosi di una cosiddetta immunoneuromodulazione farebbe attivare le difese immunitarie dell’organismo mediante la stimolazione delle zone linfatiche e di riflessi nervosi e farebbe avvenire la liberazione di “endorfine”. In base a ciò, l’azione riequilibratrice energetica, si servirebbe dei chakra, che sarebbero delle specie di centraline bioenergetiche del corpo umano.

Ipotesi naturale

Il concetto che sta alla base di questa ipotesi è l’energia vitale (prana). Il prana si trova in tutte le cose animate, circondandole e penetrandole, per cui l’apparente mancanza di vita sarebbe dovuta a una minore manifestazione di questa energia. Il prana sarebbe presente in tutte le manifestazioni della natura. Analogamente all’assimilazione dell’ossigeno nel sangue, il prana verrebbe concentrato nel sistema nervoso e scambiato con tutti i tessuti, donando loro forza e vitalità.

Tratto da https://www.pranoterapia-studioscabini.it/la-storia-della-pranoterapia/